Compassion Focused Therapy (CFT)

Lavorare su vergogna, autocritica e regolazione emotiva attraverso la compassione

La Compassion Focused Therapy (CFT), sviluppata da Paul Gilbert, nasce dall’osservazione clinica di pazienti che, pur comprendendo razionalmente le proprie difficoltà, rimanevano intrappolati in schemi di autocritica, vergogna e autosvalutazione.

In molte persone la sofferenza non è alimentata solo dall’evento traumatico o dalla difficoltà attuale, ma dal modo in cui si parlano interiormente.

Frasi come:

  • “Non sono abbastanza.”
  • “È colpa mia.”
  • “Non merito amore.”
  • “Se sbaglio verrò rifiutato.”

non sono semplici pensieri: sono espressioni di un sistema interno di minaccia costantemente attivo.

La CFT lavora proprio su questo livello profondo.

I tre sistemi di regolazione emotiva

Secondo la CFT, il nostro funzionamento emotivo si organizza attorno a tre grandi sistemi motivazionali:

1. Sistema di minaccia

Attiva ansia, vergogna, rabbia, ipervigilanza.
È collegato alla sopravvivenza e si attiva rapidamente in presenza di pericolo reale o percepito.

Collegato al raggiungimento di obiettivi, successo, competizione, riconoscimento.

Associato a sicurezza, attaccamento, affiliazione, regolazione fisiologica.

Molti pazienti con trauma relazionale precoce presentano:

  • un sistema di minaccia iperattivo
  • un sistema di calma sotto-sviluppato
  • difficoltà ad accedere a stati interni di sicurezza

La CFT interviene per riequilibrare questi sistemi.

Trauma, vergogna e paura della compassione

Nel trauma relazionale, soprattutto quando avvenuto in contesti familiari, la vergogna può diventare strutturale.

La persona può sviluppare:

  • vergogna esterna (“Gli altri mi vedono come inadeguato”)
  • vergogna interna (“C’è qualcosa di sbagliato in me”)
  • paura della compassione (backdraft)

La paura della compassione è un fenomeno clinicamente rilevante:
quando la persona prova a trattarsi con gentilezza, può emergere ansia, diffidenza o addirittura attivazione traumatica.

Nel mio lavoro, prima di introdurre pratiche di auto-compassione, valuto:

  • storia di attaccamento
  • presenza di abuso o trascuratezza
  • livello di dissociazione
  • finestra di tolleranza

La compassione non viene mai imposta.
Viene costruita gradualmente.

La compassione come regolazione neurofisiologica

La CFT non è solo un approccio cognitivo.

È profondamente radicata nelle neuroscienze affettive.

L’attivazione del sistema di calma e connessione è associata a:

  • aumento della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)
  • regolazione del sistema parasimpatico
  • riduzione dell’iperattivazione amigdaloidea
  • maggiore integrazione tra sistemi emotivi e cognitivi

Nel mio lavoro integro:

  • esercizi di respirazione regolativa
  • pratiche immaginative guidate
  • lavoro corporeo
  • costruzione del Sé compassionevole
  • dialogo tra parti (in ottica IFS)

Il Sé compassionevole

Un elemento centrale della CFT è la costruzione del Sé compassionevole.

Non si tratta di “pensare positivo”, ma di sviluppare una posizione interna caratterizzata da:

  • saggezza
  • forza
  • calore
  • stabilità

Questo Sé diventa una base sicura interna, capace di:

  • dialogare con la parte critica
  • contenere la parte ferita
  • regolare l’ansia
  • trasformare la vergogna

Nei pazienti con forte autocritica, questo lavoro è spesso trasformativo.

Integrazione con IFS ed EMDR

Nel mio modo di lavorare la CFT si integra naturalmente con:

IFS

La parte critica viene riconosciuta come parte protettiva.
Il Sé compassionevole aiuta a creare una leadership interna più stabile.

Durante l’elaborazione di ricordi traumatici, il Sé compassionevole può essere attivato come risorsa regolativa.

Stati ipnotici facilitano la costruzione di immagini di protezione e sicurezza.

Ambiti di applicazione

La CFT è particolarmente indicata per:

  • depressione con forte autocritica
  • disturbi alimentari
  • trauma relazionale
  • vergogna cronica
  • disturbi di personalità
  • dipendenze
  • difficoltà sessuali legate a inadeguatezza

Cosa cambia nel tempo

Quando il sistema di compassione si rafforza:

  • diminuisce l’autocritica
  • si riduce la vergogna
  • aumenta la regolazione emotiva
  • migliorano le relazioni
  • la persona sviluppa maggiore resilienza

Non si elimina la sofferenza.
Si modifica il modo in cui ci si relaziona ad essa.